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 — July 12, 201112 juillet 2011
 

The following article appeared in the July 11-12, 2011 issue of L’Osservatore Romano, published by the Holy See.

L’impegno dei cristiani in Canada
 

Dal dialogo alla missione comune
di Riccardo Burigana
«C’è un sostanziale accordo tra le Chiese cristiane su ciò che noi crediamo, e noi abbiamo una percezione più forte del fatto che siamo veramente fratelli e sorelle in Cristo. Ora è giunto il tempo di costruire su queste basi e di chiederci cosa possiamo fare insieme per avvicinarci sempre più al Regno di Dio». È stato questo il filo conduttore del convegno Acting together: from Dialogue to common mission, che si è svolto presso il Lutheran Theological Seminary, a Saskatoon, in Canada, dal 6 al 9 luglio. L’incontro costituisce ormai uno degli appuntamenti più importanti del ricco calendario delle iniziative ecumeniche in Canada, con una consolidata tradizione alle spalle, visto che si tratta della XX edizione.

Il convegno, promosso dal Prairie Centre for Ecumenism, che opera dal 1984, raccogliendo cinque confessioni cristiane – anglicana, luterana, mennonita, presbiterana e riformata – oltre la Chiesa cattolica nella tradizione latina e greco-ucraina, ha preso in esame il presente del dialogo ecumenico in Canada con il chiaro intento di rendere sempre più efficace l’annuncio del Vangelo in una prospettiva ecumenica. «I giorni dei conflitti interconfessionali sono passati, anche se talvolta le Chiese vivono ancora una situazione di competizione interna, tanto che ci si deve chiedere come poter coordinare i propri sforzi, evitando inutili ripetizioni per iniziare una comune missione per l’evangelizzazione della società»: questa deve essere la prospettiva del dialogo ecumenico alle soglie del XXI secolo, come è stato sottolineato nel corso del convegno. Di questa situazione i cristiani devono prenderne atto, anche coloro che mostrano timore sul futuro del dialogo ecumenico, come se il suo approfondimento potesse rappresentare una minaccia per la propria identità. Come è ben noto in Canada, dove il cammino ecumenico convive, soprattutto negli ultimi anni, con fratture e divisioni all’interno delle stesse comunità. Il convegno, che ha visto un’ampia partecipazione delle Chiese e comunità ecclesiali presenti in Canada, ha quindi affrontato il cuore della riflessione contemporanea del dialogo ecumenico, poiché il rapporto unità-missione è fondamentale per proseguire il cammino verso una comunione visibile senza dimenticare i tanti passi compiuti e le questioni ancora aperte.

Proprio per il rilievo del tema scelto, che va ben al di là della dimensione canadese del dialogo ecumenico, il convegno è stato aperto dal vescovo cattolico di Townsville, in Australia, Michael Ernest Putney, noto per la sua intensa attività ecumenica a livello internazionale, come presidente del Consiglio delle Chiese dell’Australia e co-presidente del gruppo per il dialogo cattolico-metodista. Nel suo intervento, oltre che tracciare un quadro delle principali questioni teologiche che ancora dividono i cristiani, ha sottolineato l’importanza di promuovere sempre nuove forme di testimonianza ecumenica, come avviene in Australia, ponendo l’accento sui quei temi, come l’accoglienza dell’altro, sui quali i cristiani possono rivendicare una posizione comune dalla quale interagire con le istituzioni pubbliche.

La seconda relazione è stata tenuta dal canonico Alyson Barnett-Cowan, direttore del dipartimento Unity, Faith & Order nella Comunione anglicana, che ha provato a delineare la dimensione ecumenica della missione della Chiesa, pur in un momento non facile nella vita del dialogo ecumenico, anche per il nascere di nuove divisioni all’interno delle stesse Chiese.
Altri interventi hanno riguardato temi più specifici, con riferimento al contesto canadese. Monsignor Donald Bolen, vescovo cattolico di Saskatoon, è intervento sul tema centrale del convegno, cioè l’unità vitale che deve animare il rapporto tra unità e missione. Cam Harder, docente al locale Lutheran Theological Seminary, si è soffermato su cosa stanno facendo, insieme, le comunità cristiane canadesi, soprattutto quelle che vivono nelle vaste distese lontano dalle città, per la promozione dell’unità a partire dall’assistenza materiale nei confronti dei poveri. Successivamente ha delineato anche cosa i cristiani insieme potrebbero fare nel campo dell’edilizia sacra, nella formazione dei ministri e nell’amministrazione economica. Tra gli altri temi affrontati vanno anche ricordati i progetti per nuove iniziative ecumeniche per la salvaguardia delle terra «che costituisce una parte urgente della missione della Chiesa».

Posted: July 12, 2011 • Permanent link: ecu.net/?p=1807
Categories: NewsIn this article: Summer Ecumenical Institute
Transmis : 12 juillet 2011 • Lien permanente : ecu.net/?p=1807
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