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 — June 12, 201312 juin 2013
 

L'Osservatore Romano

It is not the normal practice of this website to post news stories in languages other than English and French, however the following story which appeared in the Vatican’s newspaper L’Osservatore Romano testifies to the global significance of local ecumenical work. Congratulations to the Prairie Centre for Ecumenism.

Riccardo Burigana, L’Osservatore Romano

«Noi dobbiamo lavorare ogni giorno, pregando e testimoniando Cristo, per la piena e visibile unità della Chiesa che significa un corpo con molte membra»: questa è la finalità del Prairie Centre for Ecumenism (Cpe) che promuove, anche quest’anno, un incontro di riflessione teologico-pastorale dal titolo «Reconciling Churches/Reconciling Peoples». L’incontro, in corso in questi giorni, vuole essere un’occasione per approfondire e per rafforzare il cammino ecumenico dei cristiani in Canada al quale il Cpe contribuisce con incontri e progetti pensati per le comunità locali. Nel corso degli anni l’organizzazione ha sviluppato una serie di iniziative con le quali proporre testimonianza della centralità dell’unità visibile dei cristiani in Canada. Il Cpe si è mosso soprattutto nella direzione di pensare a una liturgia e una vita condivisa con la quale fondare una comune testimonianza e un comune servizio nel Paese e nel mondo. Si tratta di un’azione per una sempre più visibile unità dei cristiani — secondo lo spirito e il modello neotestamentario «di un corpo con molte membra» — che da tempo è apparsa al Cpe quanto mai necessaria in un momento in cui, proprio il mondo e in particolare la società nordamericana, sembrano allontanarsi dalla tradizione cristiana. Pertanto, si è ritenuto necessario mostrare l’unità dei cristiani come un elemento in più nell’azione evangelizzatrice.

L’incontro che si svolge fino al 13 giugno nella Cattedrale [cattolica] della Sacra Famiglia, a Saskatoon, si colloca in questo orizzonte di iniziative pensate soprattutto per il mondo canadese, con un’attenzione speciale alla testimonianza quotidiana dell’unità dei cristiani nelle loro comunità e nella società dove vivono la loro esperienza di fede. Il tema scelto è particolarmente significativo da questo punto di vista, poiché la riconciliazione tra uomini e donne di culture diverse costituisce un aspetto centrale del dibattito ecumenico, interreligioso e interculturale in Canada. Questo è infatti un aspetto sul quale vari leader, non solo cristiani, si sono a lungo interrogati al fine di promuovere una riconciliazione che parta dalla condivisione della memoria dei rapporti tra coloro che hanno abitato e abitano il Canada. Per il dialogo ecumenico nel Paese il tema ha assunto un’accezione particolare per il valore che alcuni vi hanno attribuito nella prospettiva della crescita della comunione, a partire dalla riconciliazione della memoria e della testimonianza dell’accoglienza dell’altro dopo decenni di intolleranza.

Per il Cpe proprio la definizione di programmi con atti concreti di riconciliazione e la loro realizzazione, con il coinvolgimento anche di comunità di altre religioni e istituzioni, dimostra quanto i cristiani possono fare insieme per sviluppare un nuovo modo di vivere i rapporti umani. Per questo, a Saskatoon, si parla dei progetti del Cpe per la riconciliazione anche all’interno delle comunità locali, dove convivono fratelli e sorelle con tradizioni culturali ed etniche molto diverse. Il tema della riconciliazione è strettamente connesso alla riflessione teologica sull’accoglienza delle tradizioni degli «indigeni» sulla quale ha offerto una riflessione il vescovo anglicano Mark MacDonald. Dal 2007 MacDonald è il primo vescovo a essere stato incaricato per la cura pastorale degli «indigeni» anglicani del Canada, dopo essere stato per dieci anni vescovo della diocesi episcopaliana dell’Alaska.

Il presule ha dedicato la sua vita al recupero delle tradizioni culturali e religiose degli «indigeni», con una serie di pubblicazioni, ma soprattutto con un’azione pastorale con la quale promuovere proprio attraverso la conoscenza di questo patrimonio spirituale la comunione tra cristiani. Il programma dell’incontro prevede inoltre dei momenti di confronto su una serie di altri temi che possono aiutare a comprendere la ricchezza della dimensione della riconciliazione per la vita delle comunità religiose in Canada. Fra le altre è prevista una discussione sullo stato del dialogo tra la Chiesa Cattolica e le comunità evangeliche e una riflessione sulla diffusione e sull’efficacia della intercomunione al livello del servizio pastorale in alcune comunità. Si parlerà anche del rapporto interculturale del processo di riconciliazione portato avanti dai cristiani in Canada, nel tentativo di individuare nuovi progetti per singole comunità che appaiono quanto mai bisognose di proseguire la strada appena iniziata.

Nella prospettiva di un approfondimento del dialogo ecumenico, in senso lato, verranno anche prese in considerazione le relazioni tra ebrei e cristiani, le sfide dell’assistenza spirituale dei cristiani nei confronti di coloro che vivono nella sofferenza e infine la pluralità di posizioni sulla spiritualità ecumenica che, anche per il Cpe, rappresentano un campo da sviluppare nella riscoperta di possibili percorsi di riconciliazione tra cristiani. Il Cpe, che ha nel suo consiglio direttivo anglicani, luterani, presbiteriani e cattolici, si propone quindi di proseguire un cammino ecumenico verso la piena unità visibile della Chiesa fondato sulla lettura della Parola di Dio e sulla ricerca di nuove forme di testimonianza con le quali favorire un processo di riconciliazione senza il quale non ci può essere comunione.

Posted: June 12, 2013 • Permanent link: ecu.net/?p=6010
Categories: Conferences, NewsIn this article: Summer Ecumenical Institute
Transmis : 12 juin 2013 • Lien permanente : ecu.net/?p=6010
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